Irpinia Aglianico Doc Vigna Quattro Confini
Benito Ferrara dal 1860

 16,00

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L’aglianico è senza ombra di dubbio il vitigno campano a bacca rossa per eccellenza: l’azienda agricola Benito Ferrara, fortemente legata al territorio, è maestra nel declinare quest’uva in più versioni, tra le quali spicca l’Irpinia DOC. Le uve macerano per alcuni giorni, per poi fermentare in acciaio inox; si prosegue poi con la fase di affinamento, svolto per il 30% in barriques di secondo passaggio per 11 mesi, e per il 70% della massa in acciaio. Il Quattro Confini è un Aglianico giovane, fine ed equilibrato, che si fa bere con grande piacevolezza.
Nel calice ha un colore rosso rubino luminoso e brillante. Il ventaglio di profumi che si propagano al naso evidenzia note di ciliegia marasca e viola, alternate a sentori speziati e di vaniglia. Al palato è secco, di medio corpo, equilibrato e vellutato. Chiude con un finale persistente caratterizzato da un leggero retrogusto olfattivo di liquirizia e catrame.
E un vino che ha un eccellente vocazione gastronomica; da bere a tutto pasto, accompagna egregiamente sia primi che secondi piatti. Perfetto con l’agnello allo spiedo.

Ceppi/Ha: 5000/6000
Sesto di impianto: 250×80
Altituditudine: 500/600 m/slm
Esposizione: sud/ovest
Allevamento: spalliera a guyot
Raccolta: manuale, in piccole cassette da 14 kg
Età delle viti: 22 anni
Resa per ettaro: 70 q/Ha
Terreno: argilloso calcareo
Vendemmia: inizio ottobre
Vinificazione: pigiadiraspatura a uva intera e macerazione media di alcuni giorni, con rimontaggi giornalieri fino alla svinatura, fermentazione del mosto in acciaio inox
Maturazione: acciaio
Affinamento: in bottiglia per 2/3 mesi
Grado alcolico: 13.00%
Esame organolettico: colore rosso rubino profumo di frutta rossa di bosco in particolare marasca e viola e dal sapore fresco, avvolgente e vellutato

Pillole di Storia: agli inizi del XX secolo risalgono le origini dell’azienda agricola “Benito Ferrara”, estesa su una superfice complessiva che sfiora i dieci ettari e particolarmente attiva in ambito vitivinicolo. Con appezzamenti vitati rientranti nei territori sia del comune di Tufo – situati esattamente nella frazione di San Paolo – sia del comune di Montemiletto, la cantina si trova in una zona che, per tradizione, è altamente vocata alla coltivazione delle varietà del greco di Tufo e dell’aglianico. Coltivando i propri vigneti a un’altitudine variabile tra i 450 e i 600 metri sul livello del mare, l’azienda vede iniziare la propria storia moderna verso gli anni ’50, quando è proprio Benito Ferrara che, grazie alla sua innovativa mentalità di lungimirante imprenditore, dà il via alla costruzione di una propria cantina, al fine di produrre e imbottigliare vino indipendentemente. Oggi le redini dell’azienda sono rette dalla figlia di Benito, Gabriella Ferrara, la quale, con l’aiuto del marito Sergio e continuando a percorrere le orme del padre, ma poi anche per merito della propria abilità e dedizione, è riuscita a far assumere alla sua impresa un ruolo di prestigio per ciò che riguarda la produzione dei vini di qualità campani, ed è riuscita soprattutto a conquistarsi importanti fette di mercato appartenenti al panorama enologico italiano e statunitense. In vigna, la conduzione agricola è convenzionale, ma l’uso di sostanze di sintesi è oculato e attento, sempre ridotto al minimo indispensabile. In cantina, ogni passaggio è volto a esaltare e valorizzare le peculiarità intrinseche di varietale e terroir, per cui è difficile aggiungere di più: nascono così etichette di assoluto livello qualitativo. Partendo dal celebratissimo Greco di Tufo “Vigna Cicogna”, si arriva all’Aglianico “Quattro Confini”, passando per il Fiano di Avellino: bottiglie, quelle che recano sovraimpresso il nome di “Benito Ferrara”, complesse, compatte, energiche e vitali, eccellenti e di sicura affidabilità.