Paestum Aglianico IGP “Jungano”
Azienda Agricola San Salvatore

 19,00

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Aglianico al 100%. Maturazione del vino per il 40% in barriques di rovere francese di secondo passaggio, 40% in botte da 25 hl ed il residuo in serbatoi di acciaio.
Colore rosso fuoco vivo e lucente. Timbro olfattivo inondato da eteree percezioni fruttate di marasca, prugna, ribes e lamponi e poi anche da suadenze di fiori rossi. Di grande impatto la silhouette speziata. Umori terziari di incenso, tabacco, caffé, mentolo, balsamo e di note empireumatiche. Sorso materico e fondente e sostenuto da ottima acidità. Tannini maturi e coinvolgenti. Accelerazione palatale sontuosa, esuberante, intrigante e compiacente. Slancio finale perfettamente in riga.
Su piatti di carne arrosto, intingoli elaborati e formaggi stagionati.

Tipo di vino: rosso
Uve: Aglianico 100%
Zona di produzione: Capaccio-Paestum, località Cannito
Altitudine: 150 – 210 m s.l.m.
Esposizione: sud – sud ovest
Tipo di terreno: argilloso-calcareo
Sistema di allevamento: spalliera con potatura Guyot
Potatura-Legatura: con salici
Defogliatura-Diradamento-Vendemmia: manuale
Età media delle piante: 13 anni
Resa uva e per ceppo: 1.500 gr
Vinificazione: fermentazione in serbatoi di acciaio
Affinamento: 12 mesi, 40% barriques in rovere francese di 2° passaggio, 40% in botte da 25 hl e 20% serbatoi di acciaio
Alcol: 14,5% Vol.

Pillole di Storia: L’Azienda Agricola San Salvatore 1988 nasce nel 2004 a Boscoreale, in una terra antica, ricca di storia e tradizione, mai toccata dall’agricoltura intensiva. I vigneti e la cantina, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, si trovano nella stessa area in cui gli Antichi Greci cominciarono la colonizzazione della Magna Grecia e portarono, conseguentemente, i vitigni aglianico, fiano e greco; oggi, proprio negli stessi luoghi, sorgono le viti dell’azienda. La filosofia della San Salvatore 1988, il cui patròn è Peppino Pagano, imprenditore di successo del settore turistico-alberghiero, è quella di produrre vini rispettando la natura e le tradizioni, includendo nei prodotti anche la storia e i sapori della terra natia; l’agricoltura infatti, biologica, non è mai intensiva, le vigne non vengono stressate e si cerca di rispettare l’identità ecologica e i ritmi naturali. La cantina, poi, sorge a circa 700 metri dalla vigna e ad un tiro di sguardo dai Templi; si tratta di una struttura moderna, dotata di un impianto fotovoltaico da 96Kw che consente di ridurre al minimo l’immissione di anidride carbonica nell’atmosfera. La San Salvatore 1988 è, oggi, un’azienda agricola di 97 ettari, di cui 21,5 occupati da vigneti e il resto divisi tra frutteti, uliveti e bosco, e 450 bufale esportate in tutto il mondo, dall’Australia agli Stati Uniti. L’intenzione di Peppino Pagano, che ha dato il via al tutto piantando barbatelle a Stio, un piccolo comune dell’entroterra rivelatosi un luogo ideale per la viticoltura e poi continuando ad allevare viti nel comune di Capaccio-Paestum, è quella di crescere ulteriormente, potendo anche contare sul supporto di Riccardo Cotarella e dell’affidabile e competente agronomo piemontese Alessandro Leoni. D’altronde l’azienda San Salvatore ha acquisito un ruolo significativo, non solo in Cilento ma anche in regione, in pochissimo tempo, quindi è facile aspettarsi, dalla stessa, ancora grandi cose.