Taurasi DOCG Vigna Macchia dei Goti
Antonio Caggiano

 44,00

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Rosso rubino intenso. Ha un bouquet olfattivo penetrante e profondo, costituito da toni di frutta scura, prugna e ciliegie, cui si aggiungono sfumature di liquirizia e boisé, sentori minerali e tostati. All’assaggio si conferma complesso, con tannini robusti ma ben gestiti, che lo faranno invecchiare meravigliosamente per i prossimi dieci anni come minimo.
È da abbinare alle seconde portate del menu di terra, a base di carni rosse, cacciagione o selvaggina. Ottimo con il castrato al forno.
Perchè ci piace: il vitigno aglianico sembra sia stato introdotto dai greci attorno al VI-VII sec. A.C., durante la loro colonizzazione delle coste tirreniche. Oggi, Antonio Caggiano, dalle uve di aglianico ricava questo splendido Taurasi DOCG Vigna Macchia dei Goti. Viene lasciato maturare in barrique di rovere francese per un periodo variabile dal 12 ai 18 mesi. Aristocratico e complesso, ricco di sentori fruttati e profumi terziari, è il vino ideale per essere abbinato a piatti saporiti, aromatizzati e strutturati.

Vitigni: aglianico di Taurasi 100%
Tipologia: Rosso
Abbinamenti: Primi di terra, Secondi di terramperatura: 18-20°C
Vitigno: Aglianico
Provenienza: Avellino,Italia
Colore: Rosso Rubino Intenso
Gusto: Elegante,Frutti Di Bosco
Fermentazione: A Temp. Controllata In Tini D’acciaio
Olfatto: Liquirizia,Vaniglia
Gradi: 14,5%

Pillole di Storia: appassionato ed entusiasta fotografo giramondo – dal freddo dell’Artide al deserto africano, dagli Stati Uniti al Sud America – Antonio Caggiano decide di fondare all’inizio degli anni ‘90 la sua azienda, spinto da un incontenibile desiderio di dare voce alla storia e alle tradizioni della sua amatissima Taurasi.
Una cantina museo: la particolarità delle sue spettacolari cantine è subito evidente passeggiando tra i numerosi affascinanti cunicoli: non è semplicemente un luogo di botti, bottiglie e tini, ma un vero e proprio museo della cultura vitivinicola.
In ogni angolo, su ogni parete, e nei molteplici incavi ricavati dalle mura in pietra, è possibile scorgere arnesi e utensili tipici della pratica di viticoltore.
Agli utensili e alle centinaia di botti si affianca poi una varietà di opere d’arte di legno, vetro e pietra, alcune realizzate dallo stesso Antonio, altre regalate da amici artisti che rendono l’atmosfera ancor più suggestiva.
La filosofia in cantina, di padre in figlio: oggi l’azienda è condotta da Giuseppe, per tutti Pino, figlio di Antonio, che attraverso un rigoroso lavoro in vigna e una appassionata e attenta interpretazione enologica ha contribuito all’affermazione di uno stile qualitativo di grande personalità, che ha contraddistinto l’azienda Antonio Caggiano come grande interprete dei vini irpini.
I vini di Caggiano: tra i filari, in quelli che sono i circa trenta ettari vitati su cui l’azienda attualmente può contare, si incontrano tutte quelle che sono le più importanti varietà dell’Irpinia, quali aglianico, fiano, greco e falanghina:
uve che sono coltivate nel pieno rispetto di ambiente, natura ed ecosistema. In cantina, tutti i processi lavorativi sono costantemente monitorati, e l’obiettivo principale rimane sempre uno e uno soltanto: valorizzare ed esaltare ciò che la stagione e il territorio sono arrivati a esprimere nel frutto.
Il risultato di tutto ciò è dato da etichette, tra cui ottimi vini rossi campani che rispondono ai nomi di “Vigna Macchia dei Goti”, “Salae Domini”, “Taurì” e “Fiagre”, e ancora “Béchar”, “Devon” e “Mel”: dal Taurasi all’Aglianico, dal Fiano di Avellino al Greco di Tufo, fino alla Falanghina.